Se anche Napolitano si arrende
La decisione assunta da Giorgio Napolitano di accettare d’essere interrogato come teste nel processo sulla presunta trattativa tra stato e mafia lascia sconcertati. La convocazione è assurda, visto che si chiede al presidente di dare un’interpretazione a qualche riga scritta dal suo ex consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, deceduto. Napolitano ha fatto sapere di non volersi sottrarre all’impegno a fare chiarezza e contemporaneamente ribadisce un’ovvietà, cioè che potrà rendere testimonianza solo su elementi di cui è a conoscenza personalmente.
20 AGO 20

La decisione assunta da Giorgio Napolitano di accettare d’essere interrogato come teste nel processo sulla presunta trattativa tra stato e mafia lascia sconcertati. La convocazione è assurda, visto che si chiede al presidente di dare un’interpretazione a qualche riga scritta dal suo ex consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, deceduto. Napolitano ha fatto sapere di non volersi sottrarre all’impegno a fare chiarezza e contemporaneamente ribadisce un’ovvietà, cioè che potrà rendere testimonianza solo su elementi di cui è a conoscenza personalmente. Dal carattere per una volta tutt’altro che preciso delle motivazioni si può evincere che forse lo stesso presidente è un po’ sconcertato dall’evolversi della vicenda, che ha come precedente istituzionale la contestazione, avallata dalla Corte costituzionale, dell’intromissione della procura palermitana tramite illecite intercettazioni nella riservatezza delle funzioni presidenziali. Con quella sonora lezione impartita alle toghe arroganti Napolitano si era confermato come il massimo garante delle garanzie e l’ultimo baluardo contro lo strapotere giudiziario. Da allora, però, anche gli ambienti tradizionalmente legati al Quirinale hanno cominciato a dare un peso spropositato agli attacchi provenienti da varie parti a Napolitano, che forse si è sentito un po’ abbandonato e ha quindi rinunciato a reagire da par suo all’ultima provocazione. Presidente, ci ripensi, glielo chiediamo con grande rispetto e proprio perché pare che la sua accettazione di una procedura faziosa può apparire un cedimento e oggi più che mai bisogna invece resistere (resistere, resistere) alle pretese dello strapotere giudiziario.